Intorno all'anno mille la casa contadina non si discostava molto dalla capanna. Era costituita in genere da un unico
ampio locale, realizzato in materiali poveri, con al centro il focolare.
La struttura portante era realizzata in legno,
materiale facilmente reperibile e di semplice lavorazione, mentre le pareti esterne e la copertura venivano assicurate
con frasche e paglia intonacati col fango.
La casa contadina era generalmente dotata di un cortile ove trovavano posto gli attrezzi più ingombranti, come
l'aratro, ed i mezzi di trasporto, carri a due o quattro ruote. Talvolta sorgevano anche piccole costruzioni, tettoie
di legno sempre ricoperte di frasche, per l'immagazzinamento di alcuni prodotti della terra particolarmente
ingombranti, come il fieno, la paglia ed il legname da ardere.
Nel corso dei secoli seguenti la struttura risulterà sostanzialmente immutata, anche se aumentarono il numero delle
tettoie e si diversificarono nelle funzioni: alcune venivano chiuse sui lati ed adibite a stalla, per ricoverare gli
animali da lavoro. Nei posti più isolati, in alcune era presente anche il forno, comune a più famiglie, che serviva
per la cottura del pane e dei cibi.
Nei pressi delle case contadine non mancava mai l'orto, molto importante perchè garantiva l'approvvigionamento di
derrate alimentari per tutto l'anno.
Esso integrava quanto fornito dalla cerealicoltura e dall'allevamento e spesso veniva recintato per evitare l'intrusione
di uomini ed animali. Produceva ortaggi consumati sia crudi che cotti, fra cui spiccano l'aglio, cipolle, rape,
cavoli, cetrioli, sedano, lattughe e legumi.